Una grande quantità di rifiuti in plastica è stata ripulita dai partecipanti al tratto finale della DIT lo scorso 26 Maggio, in viaggio da Roma a Fiumicino lungo il Tevere, assieme ai volontari di Greenpeace.

Roma – Dilettevole e… utile, il tratto finale della 39°Discesa Internazionale del Tevere (#DIT2018) che, dopo aver attraversato in sette giorni (dal 25 Aprile al 1 Maggio scorsi) l’Umbria e la Sabina, con l’entusiasmante arrivo a Roma, ha percorso lo scorso 26 Maggio il tratto che dalla Capitale sfocia nel Mar Tirreno (a Fiumicino).

Gli ultimi 30 km di un percorso affascinante, che gli appassionati di natura ed ecologia hanno percorso in canoa, in bici ed anche a piedi, hanno offerto ai partecipanti la possibilità di compiere un prezioso servizio: infatti, aiutati da un team di volontari di Greenpeace, i partecipanti alla DIT si sono prodigati nel ripulire il fiume dagli innumerevoli rifiuti presenti, in particolare numerosissime bottiglie di plastica. Bottiglie, pezzi di polistirolo, oggetti legati alla nautica ed alla pesca, infatti, sono gli oggetti più numerosi censiti all’interno del canale di Fiumicino da uno studio, che vede coinvolta anche ISPRA, presentato ad un recente convegno all’Accademia dei Lincei.

Il tratto del Tevere percorso dalla Capitale al mare lo scorso 26 Maggio, si è rivelato purtroppo il più inquinato da plastiche galleggianti: dalle bellezze dei siti Natura2000 attraversati in Umbria e poi dalle naturalistiche Riserve Naturali della Sabina, per passare attraverso l’incanto della città eterna vista dal fiume, anche il tratto che convoglia al mare merita di ritornare alla incontaminata bellezza naturale.

La Discesa Internazionale del Tevere vuole essere infatti non solo un evento eco-turistico, ma un momento in cui poter sperimentare l’efficacia dell’economia circolare, la possibilità di produrre zero rifiuti e quella di vivere in maniera consapevole l’ambiente naturale circostante le nostre città. “Prevenire la formazione di rifiuti, aumentare la durata degli oggetti e favorire il riuso degli oggetti, infatti, è la strategia migliore per ridurre la presenza di plastica che per erroneo o illegale conferimento finisce nei fiumi e poi a mare”, dichiara Roberto Crosti coordinatore della Discesa del Tevere. Via fiume, infatti, arrivano al mare più dell’80% dei rifiuti che oltre a deturpare l’ambiente sono un rischio per il biota e per la catena alimentare legata all’ecosistema marino.

Chi volesse dare il proprio contributo può segnalare a Greenpeace la presenza di rifiuti in plastica sulle spiagge, sui fondali o che galleggiano sulla superficie del mare. Per effettuare una segnalazione basta scattare una foto del rifiuto e, se possibile, fare in modo che sia riconoscibile il marchio e il tipo di plastica di cui è costituito. Le foto vanno inviate tramite Whatsapp al numero +39 342 3711267.

Sul sito plasticradar.greenpeace.it si possono consultare i risultati e scoprire quali sono le tipologie di imballaggi più comuni nei mari italiani, a quali categorie merceologiche appartengono, se sono in plastica usa e getta o multiuso e da quali mari italiani arriva il maggior numero di segnalazioni.

Foto e informazioni sulla Discesa Internazionale del Tevere su: www.tibertour.com

www.facebook.com/discesadeltevere/ Instagram: @discesainternazionaledeltevere